Elfi

I primogeniti

La notte era tranquilla, le nuvole rade nel cielo scuro, la luna piena inondava di una surreale luce argentea il bosco rischiarandolo e al contempo ammantandolo di ombre dalle strane forme. Persino il volto dell’anziano guardaboschi, solcato da mille e più rughe e da segni di una vita passata nei boschi a contatto con le meraviglie ed i pericoli della natura, rimaneva allo steso tempo delineato da zone di luce argentea e di densa ombra. Il fuoco ardeva tranquillamente davanti a lui nel focolare attentamente costruito, non avrebbe mai permesso ad una scintilla vagante o ad altra fiamma di poter danneggiare la foresta. Sedeva quieto con le spalle poggiate con naturalezza ad un faggio. L’interlocutore davanti a lui lo ascoltava rapito.

Si è come ti ho detto. Mi ha cresciuto un elfo. Uno dei più anziani e saggi per giunta.
Il volto del viandante dinanzi a lui si fece dubbioso.
Si, lo so, risulta impossibile è vero? Pensi che questi siano i vaneggiamenti di un vecchio che ha vissuto troppo da solo nella foresta.
Il viandante si mosse inquieto sul suo posto.
Lo so a volte sembra anche a me la vita che ho vissuto sia troppo incredibile per essere vera, che la vecchiaia che mi coglie giorno per giorno confonda sempre più i miei ricordi
Il viandante attese in silenzio mentre il vecchio guardaboschi si rischiarava in volto ed un sorriso… Pensoso, antico, affiorava sul suo volto.

È successo così tanto tempo fa… I confini erano meno sorvegliati, le carovane passavano più spesso all’interno della foresta e purtroppo anche i banditi lo facevano… I miei genitori erano mercanti e quel giorno eravamo in viaggio per portare alla capitale, Brit, una preziosa urna che avrebbe dovuto conservare le ossa di un sant’uomo.

L’attacco fu imprevisto e rapido e in poco tempo fu concluso… io ebbi modo di salvarmi solo perché non mi trovavo a cassetta. Stavano per depredare il carro e sicuramente trovandomi lì, sarei andato immediatamente a far compagnia ai miei genitori. Ma non fu così. Toccò a loro di essere presi alla sprovvista.
L’aria si riempì del sibilo di decine di frecce che saettavano impietose trovando tutte i loro bersagli. In una manciata di secondi tutto fu finito. Io, confuso, scesi dal carro e vidi che dai cespugli e dagli alberi circostanti cominciarono a uscire degli elfi… Sembravano apparire dalle foglie e dalle cortecce stesse, e forse era davvero così…
Venni avvicinato da queste figure esili, distanti. Sentii le loro voci e fu una cosa stranissima, sembrava di udire il fruscio del vento, il mormorare lento di un ruscello, percorsi da tonalità nuove e timbri che non sarei mai stato in grado di immaginare. Mi portarono al loro accampamento nella selva profonda, impenetrabile, invisibile ai più. Lì si prese cura di me un elfo diverso dagli altri, immaginai che si trattasse di colui che li guidava. Mi aiutò a superare il dolore per la perdita dei miei genitori. Fu per pietà? Fu per compassione? No, non fu per questo motivo semplicemente fu una decisione in linea col suo carattere benevolo. Stetti molto tempo con gli elfi e lui mi insegnò molte cose facendomi da padre e da madre… mi insegnò persino le tradizioni e la storia degli elfi stessi… ricordo ancora tutto di quei giorni… di quel giorno…
“Eledàs Ythel a te, giovane uomo come sei già a conoscenza il mio nome è Elthàsil Menathion e sono uno dei custodi del sapere e dei ricordi della mia nobile razza : gli elfi. Ho scelto di tenerti con me finché non sarai in grado di poter camminare sul tuo sentiero da solo.

Oggi vorrei raccontarti di qualcosa che in pochi della tua gente hanno potuto ascoltare per bocca di un elfo: ti parlerò dei modi e dei costumi del mio popolo affinché conoscendolo a fondo, liberamente potrai scegliere come comportarti con esso se ti capiterà d’incontrare altri di noi in futuro…
Noi elfi tra le genti di questo mondo veniamo chiamati anche i “Primi Creati” dato che fummo i primi esseri mortali dotati di pensiero superiore a calpestare la terra creata da Idhor, noi elfi figli prediletti della benedetta Eldath nostra madre, guida, e fonte d’ispirazione. I doni elargiteci dalla madre sono molteplici e di gran valore, anche se comportano invero qualche sacrificio…

I nostri corpi benché di costituzione più fragile, rispetto alle altre specie successivamente create, si muovono con una rapidità, naturalezza e grazia ineguagliata nel mondo. La nostra non è una razza prolifica, i nostri figli sono rari; in compenso mentre gli altri esseri viventi possono misurare le conte dei loro anni fino al massimo a sfiorare il secolo, tra di noi chi più è benvoluto da Eldath può persino arrivare a vedere il compiersi di un millennio…. Siamo noi che per primi abbiamo padroneggiato le forze mistiche e la nostra fierezza ci spinge a studiarle sempre di più per non far sì che le razze che l’appresero da noi ci possano mai superare…; con esse siamo entrati ancor di più in contatto con la natura intorno a noi. Il timido cerbiatto, l’agile leopardo, l’ombroso alce, il libero falco, il flessuoso salice, la secolare quercia, in virtù dei nostri doni possiamo chiamare amici ciascuna di queste creature, e loro non rifiutano mai di assecondare le nostre piccole richieste.

Benché siamo una razza che privilegia la libertà come uno dei massimi valori, siamo ben coscienti che l’eccesso di questo valore porti invariabilmente al caos, al disordine, all’anarchia. Per questo da millenni noi elfi seguiamo le regole istituite dal Gran Consiglio che risiede nella nostra attuale capitale:Essha' Yneiil… la Speranza di un futuro possibile. Del Gioiello di Eldath ed Idhor, nostra massima gloria, la culla della nostra razza non è rimasta che qualche sparuta costruzione e rovine. Comunque riprendendo il discorso…da lì il Gran Consiglio decide per il meglio del nostro popolo su tutte le decisioni che potrebbero aver un maggior peso su di noi… e sul mondo.

Decisero anche l’atteggiamento da mantenere coi primi umani quando i nostri esploratori li trovarono. Questa come tutte le altre decisioni del Consiglio, fu presa ponderando attentamente le varie eventualità e si rivelò giusta al pari di molte altre… Ciò non deve stupire dato che a far parte del Gran Consiglio sono gli elfi, anzi direi le elfe, più anziani e saggi e sapienti di tutti noi. Il Consiglio dall’alba dei tempi è formato da nove membri, nove il numero elfico della buona fortuna, le elfe formano la maggioranza con cinque membri e gli elfi sono in quattro, questo per onorare la nostra madre Eldath e per temperare l’orgoglio e la fierezza maschile con la lucidità e la perseveranza femminile. A capo c’è sempre stata e sempre ci sarà una elfa, l’Eldarath, l’eletta di Eldath. Colei a cui il Gran consiglio si rifà per l’osservanza delle leggi. I membri sono facilmente riconoscibili perché sono gli unici tra tutti gli elfi a poter, anzi a dover, indossare vesti completamenti purpuree. Dico dover perché la nostra cultura tende verso i colori della natura che sono il verde ed il marrone. Le tonalità di rosso usate sono quelle più delicate che vanno ad imitare il colore delle foglie autunnali. Mentre il rosso porpora, il rosso così acceso, il rosso così simile al sangue, quel tipo di rosso è usato solo per le vesti dei componenti del Gran Consiglio ed in minor misura dai loro collaboratori.

Ciononostante come ho detto prima alcuni sacrifici sono necessari: dato che fummo i primi a venire in questo mondo ci siamo, nel corso dei millenni, assunti il dovere di proteggerlo da chi avrebbe potuto deturpare il miracolo di Idhor; e le forze che lo minacciano non sono poche. Tra le razze create in seguito ci sono aberrazioni tali da sfidare la nostra tolleranza: primi tra tutti le bestie che camminano su due piedi, gli Orchi. Orride creature a noi avverse: laddove noi costruiamo e proteggiamo, loro assaltano e distruggono, laddove noi con naturalezza amiamo loro con truce brutalità odiano… Nel corso dei secoli le nostre razze si sono scontrate più e più volte senza mai arrivare ad un compromesso o ad un risultato ultimo e, nonostante siano creature ripugnanti, molti tra di noi sono restii all’ idea di dover sterminare un’intera razza pur di poter vivere in pace. Eppure i tempi cambiano e molto lentamente le antiche usanze decadono… arriverà un giorno, spero lontano, che l’intero nostro popolo dovrà impugnare le armi per risolvere definitivamente questo conflitto. Un popolo che nonostante studi ed osservazioni approfondite ci rimane ancora oscuro è quello degli umani. Il tuo popolo. Creati per ultimi, siete una forma di vita intelligente alquanto peculiare: per natura non vi schierate da nessuna parte e durante la vostra frenetica, a volte corta vita cambiate spesso fazione vestendo di volta in volta i colori dell’oscurità e della luce. Nonostante questa vostra particolarità devo dire che siete affascinanti: nella mia vita mi è capitato di parlare con i più infamanti bracconieri catturati nel folto delle nostre foreste e di parlare poi con le persone più pie e misericordiose che mi fosse mai capitato d’incontrare. Infatti se non qualificati come malvagi, il più delle volte gli umani vengono accolti nei nostri villaggi con cortesia... sebbene nessuno di noi elfi potrà mai scordare il tredimento degli umani che portò alla distruzione di tutto il nostro mondo. Molti tra noi elfi, in particolare quelli che di persona vissero la guerra, sono oggi assolutamente intransigenti di fronte a qualsiasi rappresentazione umana. Anche io per poter salvarti e accudirti ho dovuto avere un permesso speciale datomi dal Gran Consiglio. Ma è proprio il Gran Consiglio che, seppur con prudenza, non vuole del tutto ripudiare la razza umana, in ricordo anche dei grandi e pii guerrieri che con noi hanno condiviso una lotta e spesso una morte.

Ora figliolo ti parlerò di faccende assai più tenebrose… ti parlerò degli Oss’ Derel… i Corrotti. Coloro che vantano una lontana discendenza elfica: i Drow. Fin dal momento che Ir’Odeen bagnò la pura terra di Outworld con del sangue innocente e cedette alla lusinghe della maledetta Eris, che noi conosciamo come Oss’Dal ovvero la Corruttrice, questa blasfema e contorta perversione della purezza incontaminata elfica da allora è andata espandendosi come un cancro oscuro di questa terra. La loro pelle nera come il carbone ti aiuterà , se un giorno avrai la sfortuna d’incontrarne uno, a riconoscere un drow; e allontandomi un attimo dal discorso se mai incontrerai dei drow scappa, se ti sarà possibile, e cerca la sicurezza di un rifugio, di amici o parenti o se ciò ti sarà impossibile affrontali ma sappi che loro non ti accorderanno mai né l’usuale pietà elfica né la né la nostra rinomata lealtà… sono infidi, malvagi, ed assassini. Perciò uno scontro con loro può risolversi solo con una morte di una delle parti. Contro i Corrotti, sin da quando furono generati, combattiamo una guerra silenziosa e segreta che è conosciuta da pochi al di fuori della nostra razz. Loro ci assaltano nel cuore della notte con furtività evitando il tocco purificatore della luce che per loro è un anatema, e noi rispondiamo talvolta mandando spedizioni nei loro sordidi nascondigli nelle viscere della terra. Anche con loro, come per gli orchi, il problema sta nel fatto che nonostante la loro appartenenza alle tenebre siamo restii ad affrontare definitivamente il conflitto, consci soprattutto che ci costerebbe non poche vite, e probabilmente anche vincendo il nostro popolo sarebbe ridotto in un numero tale da portarci all’estinzione… Con questo per oggi la mia lezione è terminata figliolo adesso va' corri... vai a divertirti nel sole alto di questo mattino bellissimo, dimentica ancora per un po’ le brutture di questo mondo…

Il racconto dell’anziano guardaboschi si concluse così e alzando gli occhi dal fuoco guardò il suo interlocutore che da lì a poco si alzò per proseguire il suo viaggio.
Il vecchio, sicuro di avere ancora molte ore di notte davanti a sé, radunò le sue cose, spense il fuoco con accuratezza e s’incamminò su di un sentiero che da molto tempo più non percorreva…
Riconobbe segni antichi e il passare di sentinelle che lo controllavano, fece tutto ciò che era previsto per avvicinarsi da amico al villaggio, giri tortuosi e apparentemente immotivati. Piantò poi, dove lo ritenne appropriato, nella terra scura, una ghianda. Espletato questo ed altri compiti, alfine potè avvicinarsi in tutta sicurezza al luogo che voleva visitare ancora una volta.
Ad aspettarlo c’era un elfo che ben conosceva, immutato nonostante non lo vedesse da più di mezzo secolo, con la solita espressione di gentile calma sul volto.

Eledàs Ythel a te figlio disse l’elfo.

Eledàs Ythel a te padre rispose l’anziano guardaboschi.

  • Nome razza: Elfi
  • Nome territori: Eld'Aman
  • Capitale regno: Essha' Yneiil (Delucia secondo la lingua umana)
  • Altre città: Oltre Essha' Yneiil , Yvraen Eld'Id (Yew ) la antica capitale prima che questa fosse distrutta dalla guerra.
  • Divinità idolatrate: Idhor (Primo Pensiero) Eldath (Gea) Lynd Syl (Erato).
  • Situazione politica: Democrazia elitaria. Al capo della capitale c'è il Gran Consiglio composto da 5 elfe e 4 elfi. Una elfa, la Eldarath (eletta da Eldath), è da sempre a capo di questo. Prima la Eldarath fu Elialanas Amakir poi alla morte di questa assunse il suo ruolo Elhyala Amakir, sua figlia. Elàthess, uno dei quattro maschi, è anche uno dei maghi più grandi e potenti di Eld'Aman.
  • Particolarità: Gli elfi sono votati esclusivamente al bene in ogni sua forma.E rispettosi della natura in ogni sua espressione: sono vegetariani, non tagliano legna viva, non uccidono animali ecc.. Sono fieri del loro essere Primogeniti e sempre fedeli ai principi che da sempre regnano nella Natura.
  • Lunghezza media vita: Anche 1500 anni e più.
  • Maggiore età: 120-130 anni.
  • Usi e abitudini: Di norma gli elfi, pur essendo molto curiosi, non si allontanano dalle loro città e sono riluttanti a farsi vedere da chiunque. Ma all'interno delle comunità tutti si considerano come membri della stessa gloriosa famiglia.
  • Lingua: Comune e Elfico. Il saluto tra elfi: Eledàs Ythel. Le città: Essha' Yneiil (Delucia), Yvraen Eld'Id (Yew ) Gli dei: Idhor (Primo Pensiero), Cythor (Secondo Pensiero), Eldath (Gea), Xenathion (Nemesi), Eris, Lind Syl (Erato)
  • Rapporti con le altre razze: Gli elfi sono la razza più chiusa e schiva, per proteggersi, più che per natura. Solo con gli umani potrebbero forse essere amici, ma la cosa è comunque rara.
  • Dicono delle altre razze:

    • Umani: E' difficile perdonare un tradimento che ha portato alla distruzione del nostro regno, della nostra capitale e del nostro intero mondo. Ma quando Eldath dona un umano dal cuore assolutamente puro è altrettanto difficile riuscire a vincere il fascino verso un popolo così diverso.
    • Orchi: Sono gli unici “animali” da disprezzare e cacciare, d'altronde dare loro il riconoscimento di forma pensante sarebbe veramente inaudito!
    • Drow: Rinnegati. Basta una sola parola. Difficilmente potrei mai attaccare qualasiasi individuo per primo... ma con i drow si può anche fare un'eccezione!