Fu Eldath che ruppe questo equilibrio. Raccolse in sè la sua essenza e formò una ulteriore forma di vita. Ideò un corpo agile e scattante, come tanti ne aveva fatti finora, e a questo non diede solo l'intelligenza, ma per la prima volta donò anche il Pensiero! Elfi o Primogeniti, il primo pensiero autonomo e libero sulla Terra...
... e forse furono loro che svegliarono Secondo Pensiero dalla sua inerzia?
Gli elfi, figli rispettosi di Eldath, girarono per moltissimi anni per la terra di Outworld ammirandone tutte le meraviglie e lodando di questo la loro madre e Idhor, così infatti chiamarono il Primo Pensiero. Poi, in molti, trovarono il posto che Eldath aveva scelto per loro. E lì ristettero. Era la terra più bella e accogliente del Creato. Vi erano fiumi e laghi in abbondanza, e frutti e animali con cui condividevano l'armonia di Outworld. Per molto e molto tempo tutto fu fermo così. Poi qualcosa cambiò.
“Ir'Odeen era un elfo, un giovane elfo di 131 anni. Era il maggiore di due fratelli e quel giorno, così come era solito fare, era uscito per cercare erbe e frutti per la sua famiglia. Un giorno come tanti, con un sole splendente. Nel bosco c'erano solo lui e Boiron, il suo fedele falco, e un cerbiatto dal lucente pelo marrone che, uscito fuori da una siepe, si mise al centro del sentiero, proprio davanti l'elfo. Il suo pelo era di un colore così puro che per un attimo Ir'Odeen rimase abbagliato dal suo fulgore e dovette coprirsi gli occhi dal sole per guardare meglio. Il cerbiatto rimase lì, fermo a fissarlo. Boiron si posò, lentamente, sulla spalla del suo padrone.
E fu. Durò solo un attimo. Un raptus improvviso. Ir'Odeen raccolse una pietra da terra e la lanciò verso il povero e indifeso animaletto.
Fu il silenzio. Nessun uccello cantava. Non si sentivano nemmeno le fronde muoversi. Nessun gemito quando il cucciolo cadde al suolo, imbrattandolo con il suo sangue, sangue che per la prima volta bagnava la fertile, immacolata terra.
Ir'Odeen era basito. Le sue gambe a stento trattenevano il suo peso mentre avanzava verso l'animale. Lo vedeva sdraiato, inerte, giacente in una pozza di liquido rosso... e l'elfo cadde in ginocchio, al suo fianco, scioccato.
E dal sangue si svegliò la prima creatura di Secondo Pensiero. Nessuno saprà mai se fu Ir'Odeen a darle la vita o se lui fu solo uno strumento che lei usò per uscire allo scoperto.
Eris, la creatura più bella che avesse mai calcato la Terra, si manifestò allora apertamente.
Lunghi capelli neri le scendevano fluenti fino alla vita. Due occhi colore del ghiaccio fissarono l'elfo spaurito e incantato allo stesso tempo. Un corpo di donna meraviglioso, florido e pulsante, a stento trattenuto da una veste lunga e stretta, si chinò, fino al suolo, fino al corpo esangue dell'animale. Ir'Odeen al vederla avvicinarsi si rialzò in piedi e indietreggiò. La donna, con un dito lungo e affusolato, raccolse una goccia di sangue. Poi, sotto lo sguardo atterrito e insieme estasiato di Ir'Odeen, Eris si mosse, avanzando verso l'elfo. I suoi piedi nudi sembravano quasi sfiorare la terra, come una dolce carezza; l'aria sembrava quasi spostarsi e dignitosamente inginocchiarlesi davanti, al suo solo passare. Quando arrivò davanti all'elfo, la donna alzò lentamente il dito insanguinato e lo posò sulle labbra di lui. Mentre la pelle dell'elfo si scuriva, come bruciata da quel contatto, lei lo fissava, completamente priva di qualsiasi espressione o calore umano... ma bella come nessun altro essere femminile potrebbe mai essere. Questo pensò Ir'Odeen, in quel momento che successivamente chiamerà di attesa, trasformazione e rinascita, poi lei si avvicinò e suggellò quel matrimonio con un lungo bacio e il giovane non riuscì a pensare a nient'altro che lei.”
Così, nel Libro Sacro d'Ir'Odeen, viene spiegato ai sudditi, seguaci e figli la nascita della stirpe Drow. Quello che è certo è che l'elfo non tornò più a casa, ma anche se lo avesse fatto nessuno l'avrebbe più riconosciuto. Diventato insofferente al sole e alla luce del giorno vagò nascondendosi nelle ombre per molti e molti anni, mentre la sua pelle si andava sempre più a scurire. Poi, come secoli prima gli elfi avevano trovato la terra scelta per loro, anche lui scoprì il regno che la sua Madre e Moglie Eris gli aveva riservato: Wind, una città maestosa costruita tra cunicoli e valli sotterranee. Lì fu a lungo il padrone incontrastato, fino a che la morte non lo ebbe con sé e Eris lo richiamò al suo fianco. Ma fino a quel momento per molte e molte lune governò su un popolo che a mano a mano si andava a rinfoltire. All'inizio fu solo e da solo costruì abitazioni e templi per venerare Eris e Secondo Pensiero, suo padre. Poi molti altri si unirono a lui; e tutti erano vittime volontarie della seduzione della dea, suoi figli e amanti. Per tutto il tempo che Ir'Odeen fu in vita Eris fu con lui e con il suo popolo. Alla morte del Figlio Prediletto, così lo chiamavo i suoi sudditi, scomparve anche lei, portandoselo con sé nel Regno degli Eletti, e facendolo sedere alla sua destra, dove tutt'ora risiede.