Capitolo 1: Creazione del Mondo

All'inizio di tutto era il nulla: il vuoto e il buio più assoluto, senza spazio e senza tempo.
Poi fu un'idea, un pensiero. E il pensiero si scoprì tale. Si riconobbe come entità. Si scoprì vivo e nacque. E volle guardarsi attorno e guardarsi dentro. E si ritrovò solo.
Allora cercò un compagno, qualcuno con cui poter passare il tempo, qualcuno con cui giocare.
Lo trovò. Era lì, al suo fianco dove era stato da sempre, o forse si era appena formato?
E il Primo Pensiero cercò di comunicare e non conoscendo nessun modo per farlo provò a creare qualcosa, per dare una dimostrazione del suo essere. Così pensò e pensando creò una palla di luce per rischiarare ciò che era da sempre stato solo buio.
E il Secondo Pensiero lo vide e volle imitarlo creando un'altra sfera... ma vi tolse la luce: un cerchio che poteva solo rispecchiare il chiarore del primo.

E così furono il Sole e la Luna.

Il Primo Pensiero, divertito, creò tutta una serie di sfere, piccole piccole ma di esatta somiglianza a quella costruita dal suo nuovo compagno, di modo che facessero l'eco alla bella Luna. Ma il Secondo Pensiero sembrò non accorgersi di questa sua creazione. Cercò allora di stupirlo alternando la sua sfera a quella del compagno e per il Sole pensò ad un intorno azzurro e bianco e per la Luna ad un contorno blu notte, così da farne risaltare maggiormente la luce.

Ma Secondo Pensiero, annoiato, creò qualcosa che potesse contrastare tutti quei colori sgargianti. Pensò a qualcosa di solido, di pesante e scuro che schiacciasse quel vuoto azzurro o blu. E pensando creò una massa immensa, marrone e desolata. E la guardò felice mentre questa occupava spazio, togliendolo al Primo Pensiero.

E così furono il Cielo e il Giorno e la Notte e l'Aria e la Terra.

Il Primo Pensiero si stupì della potenza dimostrata dal suo compagno. Come era bella, grande, solida e forte quella nuova massa! E, volendo riempirla di mille nuovi colori e di forme geometriche, pensò che dovesse generarsi dalla Terra stessa un nuovo compagno, un figlio suo e dell'Altro e che quel meraviglioso compito spettasse a lui. E dalla terra nacque un altro Pensiero; e il Primo lo battezzò Eldath.

E Eldath si guardò intorno e pensò di riempire quella massa brulla e deserta di bianco e rosso e poi di mischiare i colori del Sole e del Cielo. La Terra si riempì subito di verdi prati e alberi e fiori e frutti e, presa dall'estasi della sua stessa invenzione, formò tante infinite forme di esseri che brulicavano per il prato o che volavano nel cielo. Creò così tutta la fauna che noi oggi conosciamo, ma nessun esemplare uccideva o si cibava di altri animali.Vi era solo pace e armonia.

Il Primo Pensiero guardava tutto questo felice e anche lui aggiungeva ogni tanto un pezzo di colore o una nuova creatura. E tutto era bello e vivo.
Ma il Secondo Pensiero, sempre più invidioso e irritato per come le sue creazioni venissero costantemente modificate, pensò di distruggere tutto. E per farlo unì la luce del Sole e la consistenza dell'Aria e gli diede il colore dei fiori più belli e amati dal Primo... ma soprattutto gli donò una forza e una potenza tale da poter distruggere tutte le forme che occupavano la sua Terra. Creò lingue rosse che annullavano vita e colori ovunque passassero e che dalla terra salivano in alto fino al Cielo, nel tentativo di cancellare anche quello.

Primo Pensiero si stupì ancora di più di questa ulteriore dimostrazione di essenza del Secondo e tentò di dargli una ennesima prova della sua presenza. Fece cadere il Cielo in tante piccole sfere incolori e azzurre nello stesso tempo. E le gocce cadendo al suolo bagnavano il verde delle piante, rendendolo ancora più lucente e contemporaneamente bloccavano e fermavano l'avanzare dilagante dell'invenzione dell'Altro.

E Eldath pensò di utilizzare le nuove creazioni per fare ancora più brillante la sua madre e figlia; e usò i resti del Fuoco, nato dal Secondo Pensiero, per creare campi più rigogliosi e per formare tanti cristalli puri; e modellò fiumi, laghi, mari, cascate e ruscelli perché il Cielo potesse rispecchiarsi in sè.

Fu così che nacque il mondo, bello e ricco di luci, colori, piante e animali, così come noi oggi lo vediamo. E tutti gli animali e le piante vissero in pace tra loro per molto, moltissimo tempo, sotto lo sguardo protettivo di Primo Pensiero, che finalmente aveva dato un senso allo scorrere dei sui giorni, e nel silenzio più totale di Secondo Pensiero, che smise di dare segno della sua presenza; aspettava, ideava qualcosa o era semplicemente tornato ad appartenere al Nulla?